
Una Vuelta francamente noiosa, ma non si può dire che il podio non sia di assoluto prestigio, nè che il vincitore non abbia strameritato. Alberto Contador, 26 anni, consegue la doppietta Giro/Vuelta, 10 anni dopo l’ultima doppietta della storia del ciclismo, firmata Pantani.
Nelle ultime 3 tappe abbiamo visto la Premion’s suggellare il suo dominio collettivo. A Segovia, dopo un avvio scoppiettante con Mosquera che tenta di saltare il banco sui GPM DI Navacerrada e Navafria, se ne vanno due suoi gregari, Arroyo e Kiryenka. Gli avversari che voglion la tappa si fanno in 4 per riprenderli, ma quando ormai sembra fatta, parte Mosquera e brucia tutti: 6 vittoria per la Premion’s in questa Vuelta, per lo squadrone stellare niente podio causa il sofferto ritiro di Anton, forse l’unico che poteva insidiare l’amarillo di Contador.
Ma Contador aveva con sè un angelo, come Levi Leipheimer, che ha fatto sue le due crono in corsa. L’ultima, la semi-cronoscalata di Navacerrada, battendo proprio il madrileno e Valverde di 31″. La classifica era già ben stabilizzata e la cronoscalata non ha fatto differenza.
Infine, nella passerella di Madrid, tante cadute e secondo successo per Breschel (Casasonica) su Usov (Zeta ct), nettamente favorito dal ritiro dei grandi calibri.
Sul podio dunque abbiamo Sastre (Zeta ct) a 3.39 e Valverde (Teate.net) 4.24, in ordine invertito rispetto al 2006. Ad essi son mancate rispettivamente gambe e costanza per fare la differenza.
Ottimo 4° posto per Mosquera, mentre il gregario di Contador, Leipheimer, giunge 5°.
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