
Si, proprio tu. Samuel Sanchez entra nella leggenda del ciclismo: l’Asturiano ha infatto conquistato, in 3 anni, due titoli mondiali e uno olimpico, proprio oggi. E’ uscito dal tour con una forma eccelsa, e la Teate ha deciso di puntare su di lui, anzichè su Valverde, già da San Sebastian. Mai scelta fu più azzeccata: il comportamento dei due corridori in corsa è stato eccelso.
Il percorso cinese si dimostra bellissimo a livello paesaggistico e duro, più per l’umidità che per la salita che chi più chi meno digeriscono un po’ tutti, date le pendenze non impossibili. La prima parte di gara è tutt’altro che tranquilla: va via una fuga di tanti corridori nella quale son rappresentate Lamprizz (Kirchen), Cicloweb (Kreuziger), Zeta ct (Sastre) con uomini di grado. La Teate si accorge che questa fuga non è affatto tranquilla e spreme Grabsch, Efimkin e Fedrigo per riprenderli. La Lamprizz non demorde e torna ad attaccare con Pfannberger, ripreso all’ultimo giro. E lì comincia la bolgia: A. Schleck (Mercatone Uno) fa il diavolo a quattro, Rebellin (Cicloweb.it) gli rimane incollato e Samuel Sanchez si attacca. Kolobnev (Lamprizz) li prende, poi li perde sulla grande muraglia: 30″ il vantaggio sui primi inseguitori. Mentre Kolobnev sta per rientrare, Samuel Sanchez lascia gli altri all’ultimo km, e li vede al traguardo. Nello sprint per l’argento Rebellin batte Kolobnev, Andy Schleck si arrabbia a ragion veduta: il Lussemburgo aspetta da 56 anni una medaglia olimpica.










Ebbravo Kolobnev terzo.
Ebbravi Kirchen e Frank nei 10.
La Lamprizz si fa sempre valere nelle corse importanti.