E alla fine è arrivato! Erano ormai anni che la ZCT incentrava la stagione sul Giro d’Italia. Oggi finalmente l’obiettivo può dirsi raggiunto. La squadra di Zillo, dopo aver centrato la doppietta Tour-Vuelta alla prima stagione (2005), ha poi inseguito per anni la maglia rosa, investendo la maggior parte dei crediti di inizio stagione su corridori che potessero garantirgli buone prestazioni sulle strade italiane. Ma il raccolto non era mai stato del tutto soddisfacente: un quarto posto con Savoldelli nel 2006, un secondo con Cunego nel 2007 (beffato da un sorprendente Mazzoleni nella penultima tappa) e un terzo posto con Riccò nel 2008. Fino alla vittoria di quest’anno con Carlos Sastre.
Nella crono di oggi, andata al norvegese Boasson Hagen (Cicloweb.it), lo spagnolo si è limitato a percorrere del suo passo i 14 chilometri che lo dividevano dal trionfo, godendosi l’applauso caloroso del pubblico romano. Levi Leipheimer ha rimontato 33″, portandosi così a 1′40″, e consolidando la seconda posizione dall’attacco di Ivan Basso, terzo con un ritardo finale di 2′03″.
La ZCT si porta a casa anche 7 tappe (3 proprio con Sastre, 3 con Cavendish e una con Bertagnolli). Quattro le tappe della Borzoli CT, tre quelle della Cicloweb.it e della Premion’s, due a testa per Dindiriders e Mercatone Uno. Nessuna per il Bacardi Team, che tuttavia con il secondo posto in classifica generale si può dire più che soddisfatto, e si candida per un’altra stagione da dominatore dei GT con la ex maglia rosa Contador, che quest’anno punterà tutto su Tour e Vuelta.
La maglia bianca di miglior giovane va a Francesco Masciarelli, leader di una Casasonica CT uscita malconcia da questo Giro, senza né tappe, né piazzati entro i primi 10. Grande delusione anche per la Lamprizz, mentre la Teate.net, pur tornando a casa senza vittorie, piazza 2 uomini fra i primi 10. Infine, esordio sfortunato al Giro d’Italia per l’All Star Team, che torna a casa senza successi, pur sfiorando la vittoria sia nella cronosquadre di apertura, sia a Benevento con Danny Pate, beffato all’ultimo da Michele Scarponi.
















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