I giochi sono fatti?

19 09 2017

dhxmoi5waaifcjf-800x533-800x533

Spesso la Vuelta al FCM è stata oggetto di domini senza appello; in altre occasioni la Zeta Ct, squadra non sempre competitiva in tutti gli appuntamenti, si presenta ad alcune gare con squadroni che non lasciano possibilità di replica ai rivali.

Queste due circostanze si sono incrociate alla Vuelta a España di quest’anno: Chris Froome vince 5 tappe e la classifica finale, conseguendo un totale complessivo di 261 punti, una cifra da capogiro. E’ andata talmente bene che la Zeta Ct si è permessa di tirare i remi in barca nell’ultima settimana, correndo per Ilnur Zakarin e portandolo sul podio: si è quasi sfiorata la doppietta, con Nibali a 8’25” da Froome e Zakarin a 8’51”.
Questa Vuelta, ed in generale questa fase della stagione, non ha mancato di lasciare strascichi per la classifica, tutti a danno della Mosconi Ct: Van Avermaet è stato difatti nettamente superato da Chris Froome nel ranking, ed il vantaggio di 543 contro 430, con la crono dei mondiali per mettere su ulteriori punti a disposizione, si direbbe non colmabile, considerando che il campione belga ha disputato una lunghissima stagione e sia lui che la squadra sono alla frutta.

Nella classifica a squadre, chi ci guadagna è la Postobon: la Vuelta doveva segnare un avvicinamento della Mosconi, ma grazie alle classiche il team vicentino-colombiano ha anche aumentato il divario, andando a vincere anche il Tour of Britain con Küng, grazie a una rocamboloesca ultima tappa, e cumulato ulteriori punti con le vittorie in volata di Kristoff; in Canada mancava il successo con Gallopin e Mollema, solo per uno sfrenato Colbrelli (Elaborate Plans). 270 punti, con poche corse al termine, sembrano un ottimo vantaggio, ma prima di passare alle sentenze bisognerà passare due grandi scogli: Mondiale e Lombardia.

Annunci




Froome vola, Mosconi in difficoltà

2 09 2017

froome_rossa_vuelta_2017_lapresse_thumb660x453

Dopo il Tour de France, anche la Vuelta a España sembra avere un unico dominatore: Chris Froome. Il britannico della Zeta Ct si è presentato alla Vuelta per vincerla, con una squadra invidiabile (Zakarin e Van Garderen dalla sua) e una condizione pari ( se non migliore) a quella del Tour de France. Froome si è ritrovato leader già alla terza tappa, ossia dopo che la Premion’s ha vinto la cronosquadre e Nibali si è preso la rossa per un giorno nella seconda, ventagliosa tappa vinta da Theuns (Borzoli). Dopo la vittoria di Andorra è arrivata quella nella tappa di Sagunt e di Cumbre del Sol, che allontanava gli avversari risultati più insidiosi a inizio Vuelta, ossia Chaves (Team Abruzzo) e Adam Yates (Borzoli). La mazzata probabilmente decisiva l’ha data nel tappone di montagna con arrivo a Calar Alto, dove ha ottenuto il quarto successo: Chaves notevolmente distanziato (e ora a 2’26” in classifica) e Yates fuori classifica, che lascia il terzo posto provvisorio ad  un finora sorprendente De La Cruz (Mercatone Uno), il quale dovrà lottare contro i nostrani Aru e Nibali: il capitano della Mosconi (che ha vinto una tappa anche con Kragh Andersen) appare in crescita, il sardo ha vinto la tappa di ieri a Tomares. Se la Mosconi non dovesse conseguire il podio, potrebbe rischiare di perdere il treno per il ranking: la Postobon continua ad andare bene nelle semiclassiche, con Kristoff che dopo la Prudential Ride e l’Europeo ha portato a casa anche la Bretagne Classic, e mantiene un 200 punti di margine. E intanto Van Avermaet dovrà fare gli straordinari per mantenere la leadership, visto che Froome con l’imminente sucesso alla Vuelta e le tante vittorie di tappa lo passerebbe in tromba.





Dumoulin e Wellens risollevano il Team Abruzzo

14 08 2017

anp-52714782

È stata finora una stagione molto avara di successi per il Team Abruzzo, una delle più avare. Tanti piazzamenti sì, con Daniel Martin e Tom Dumoulin, ma l’unica vittoria finora era arrivata a Maiorca con Tim Wellens. Proprio Wellens, che su queste strade si trova a suo agio, ha propiziato il successo finale di Tom Dumoulin, che in verità aveva già preso la leadership nella quinta tappa olandese. L’azione in tandem della tappa di Houffalize è risultata decisiva, staccando di netto tutti gli avversari: Dumoulin vince la classifica finale con 1’51” su Van Avermaet (altro fieno in cascina per la leadership nel ranking individuale per il capitano della Mosconi) e 2’19” per Naesen (Casasonica), con Wellens al quarto posto finale.
Peter Sagan, atteso favorito e leader per tre tappe, ha vinto due volte in volata, ma poi è stato tradito sia da problemi meccanici che dalla squadra, poco vicina, chiudendo al settimo posto. Altri successi parziali per Bodnar (Mosconi) nella crono, Theuns (Borzoli) in volata nella quarta tappa, e Benoot (Elaborate Plans), fuori gioco in classifica per una caduta nella crono, ma vincente sul muro di Geerardsbergen.





Majka e Kristoff, arrivano le rivincite

7 08 2017

dcijrrkwsaazpac

L’avevamo lasciato, deluso e dolorante, abbandonare il Tour de France dopo aver assaggiato la maglia gialla. Lo ritroviamo a casa sua, in Polonia, per cercare di riscattare quanto prima le delusioni: non è andato sotto le attese Rafal Majka, il quale ha imposto le sue condizioni già a Szczyrk, su un muro degno della Freccia Vallone, andando a distanziare i rivali Adam Yates (Borzoli) e Wout Poels (Team Abruzzo), che poi finiranno sul podio conclusivo. Nelle tappe carpatiche, con Jungels a sostegno, la musica non è cambiata affatto, e già a Zakopane si è intuito il dominio, col giovane gregario Haig che veniva lasciato andare per il successo, andando a finire in tripletta; sull’ultimo traguardo di Bukowina Tatrzanska è poi stato di nuovo successo per Majka, davanti al vincitore del Giro d’Italia Vincenzo Nibali (Mosconi) e a Domenico Pozzovivo (Bacardi team).
A completare il cerchio positivo per la Premion’s, i due successi di tappa nelle volate di Ewan, contrastato solo da Modolo (Lamprizz) e Danny Van Poppel (Casasonica), una tappa a testa.

In Danimarca si è poi disputato a Herning un europeo piuttosto sottotono in quanto a partecipazione, ma che ha premiato un grande campione, Alexander Kristoff, fresco di successo alla Prudential Ride. Il capitano della Postobon incamera altri punti preziosi per la squadra, precedendo il neoprofessionista Ackermann (Elaborate Plans) e Lobato (Mosconi).





Postobon agguerrita tra San Sebastian e Londra

31 07 2017

alexander-kristoff-katusha-alpecin-sprint-2017-pic-sirotti

E’ una Postobon uscita in grande forma dal Tour de France, quella che lotta su due fronti, tra San Sebastian e Londra: la Clasica è totalmente dominata, con Gallopin che si invola verso il successo, e Bauke Mollema che va a prendersi il secondo, replicando lo stesso risultato ottenuto la scorsa stagione; al terzo gradino del podio, un volenteroso Mikel Landa (Mostarda).

A Londra invece è Alexander Kristoff a raggiungere il successo, battendo il campione del mondo Michael Matthews (Casasonica) ed il suo vice capitano, Dylan Van Baarle. Tanti punti dunque per la Postobon che le permettono di mettere fieno in cascina, in vista di una Vuelta che vede la Mosconi nettamente favorita.





Froome IV: the Unbreakable

24 07 2017

P17froometouritt-990x561

Alla fine l’ha spuntata ancora una volta lui. Chris Froome, per la quarta volta, è vincitore del Tour de France. Non più in maglia della defunta Dindiriders, ma con la Zeta Ct, squadra che la sa lunga, in quanto a Tour vinti. Diciamo però che non è stata la squadra il fattore trascinante di Froome per questa impresa: un solo uomo sempre a fianco (ma che uomo: Rigoberto Uran, che ha chiuso ai piedi del podio), dopo il brutto e inaspettato infortunio a Valverde. Il campione anglo-keniano ha dovuto stringere i denti, lottare, e attendere che l’avversario principale, Fabio Aru, calasse finalmente, fino ad arrivare a 2’13” dalla maglia gialla, ottenendo comunque un risultato importante per la Mostarda.

Al terzo gradino del podio, il francese Romain Bardet: anch’egli ha cambiato casacca, ma non tenuta, finendo a 3’10” da Froome per la Lamprizz. Più lontani gli altri: il capitano del Team Abruzzo, Dan Martin, si è speso per la classifica, ma senza incidere, finendo a 5’24”. Al sesto posto l’altro grande gregario di questo Tour, Landa, spalla di Aru finita a 7’12”. La maglia bianca Simon Yates a 7’50” è una delle tante gioie della Premion’s team, che poteva uscire da questo Tour con un ruolino impressionante (e le vittorie di Boasson Hagen e Groenewegen nelle ultime tappe stanno lì a dimostrarlo) ma è stata bersagliata dalla malasorte, perdendo Majka, Thomas e Fuglsang in poche tappe. Peccato, anche perchè un successo della Premion’s avrebbe riaperto la lotta per la classifica finale, che per ora sembra nuovamente ristretta a Postobon e Mosconi.
La squadra vicentina, anch’ella bersagliata dagli infortuni, è riuscita comunque a raccogliere molto coi risultati parziali al Tour, vincendo 3 tappe con Kittel, 1 con Roglic e Gallopin. Per la Mosconi invece dispersi per malattia Pinot e Bennett, ha tenuto alta la bandiera Van Avermaet vincendo sul traguardo di Rodez.
Ottime prove anche per la Elaborate Plans, che ha trovato il suo suggello nelle bandiere transalpine Barguil e Calmejane: una vittoria a testa, per il primo anche pois e ottavo posto. E veniamo alle delusioni: Contador (Bacardi team) solo nono a 8’47”, Quintana (Borzoli) addirittura undicesimo, sopravanzato dal suo vice Meintjes, ma comunque vincitore di due tappe. La Mercatone Uno è sparita dopo la prima settimana perdendo Sagan e Demare, squadra peggiore senza dubbio la Casasonica che con un Matthews battagliero ma troppo isolato ha raccolto solo bruscolini.





Froome e Aru: siamo alla pari!

19 07 2017

17roglictour17-1

Finale di Tour sempre più intigante: si lotta su tutte le tappe, compresa quella apparentemente facile di ieri, ma resa interessante dal vento laterale che ha favorito i ventagli: ne ha approfittato Quintana, che si è avvantaggiato con Bardet (Lamprizz) e Barguil (Elaborate Plans) ed è andato a prendersi la sua seconda tappa, conscio di non poter dire più nulla in classifica: infatti oggi il capitano della Borzoli ha preso la sua bella imbarcata, uscendo dalla top ten.

Per la prima tappa alpina si partiva con Aru in vantaggio di 37″ su Froome:  mentre davanti la Postobon collezionava un altro successo, il quinto in questo Tour, grazie alla fuga di Roglic (ma perdeva Kittel, caduto assieme all’altro velocista Kristoff), dietro Aru mostrava i primi segni di cedimento, e solo l’aiuto dell’onnipresente Landa impediva la deriva totale, mentre Froome, dopo aver ricevuto il supporto di Uran, andava a prendersi il secondo posto andando via in discesa.

Il risultato, dopo la tappa del Galibier, è che Froome e Aru sono appaiati in testa alla classifica: la maglia gialla torna al britannico per somma di piazzamenti. Bardet resta una scomoda incognita a 47″, ma anche lui, che con Daniel Martin a 2’53” ha il podio quasi assicurato, dovrà inventarsi qualcosa per impedire al capitano della Zeta Ct di conquistare il suo quarto Tour de France.